sabato 26 giugno 2010

Kirk

Anni fa abitavo in una casa in cui vivevamo in quattro: mio figlio, sua madre ed i suoi due gatti. Sono sempre stati suoi anche quando per nove lunghi mesi li ho accuditi: nutriti, dissetati, coccolati, spazzolati e fatti dimagrire. Li sentivo un po' miei e gli volevo bene anche prima della convivenza, ancora adesso gliene voglio e quando vado a prendere la Scimmia non posso non riservargli qualche carezza. Mucca, la femmina, ogni mattina si stendeva sul tappetino della cucina, si sdraiava su un fianco e si girava sulla schiena miagolando e mostrando tutto l'addome. Se non andavo a  fargli delle carezze sulla pancia non smetteva di miagolare, è stato il nostro rito per svariati mesi ed in quel modo ho cominciato a volerle davvero tanto bene. E' sempre stata "coccolona" e mi ha sempre dimostrato tanto affetto, mi richiedeva tante coccole ed io non dicevo assolutamente no. La sua padrona un giorno mi fece capire che la suddivisione che avevamo fatto a suo tempo, il maschio suo e la femmina mia, non valeva più e che i gatti erano (tornati) suoi. Non mi interessavano i motivi di questa scelta, giusti o sbagliati che fossero, ma la decisione mi fece male. Di nascosto facevo ad entrambi tante coccole, gli volevo davvero tanto bene e non potevo smettere di volergliene. Poi il faccino di Mucca ti ispirava solo una cosa: bontà, tenerezza e coccole. Ricordo le botte (si fa per dire) che si è presa dalla Scimmia senza ricambiare mai una volta, solo qualche "miaoooo" in segno di protesta.
Dopo poco mi ritrovai in un'altra casa dove non c'era mio figlio, sua madre ed i suoi due gattoni. Mi mancavano un po' tutti, felini compresi e desideravo dei gatti tutti miei. Desideravo anche altro ma volli incominciare dagli animali, un po' per non sentirmi solo ed un po' per altri motivi. Non desideravo degli animali "adottivi", di cui qualcuno potesse donarmi o togliermi la proprietà, ma degli animali tutti miei che avrei potuto coccolare quanto volevo senza dover dare conto a qualcuno. Un giorno il mio desiderio si avverò!
Era il 17 Luglio 2009 ed un piccolo gattino tigrato, magro e "pulcioso" entrò nella mia vita: Kirk!
Era desiderato ma inatteso ed il suo arrivo è stato una vera sorpresa. Avevo già deciso il suo nome da tempo avendo io una grande passione per Star Trek, soprattutto per il famoso capitano James Tiberius Kirk. Ricordo i primi momenti insieme, era spaventatissimo e respirava velocissimo, non aveva ne fame e ne sete, avrebbe voluto solo la sua mamma ma non c'era. Ero molto eccitato perché un nuovo esserino era entrato a far parte della mia famiglia. Dopo poche ore gli volevo già bene e già nacquero le prime preoccupazioni. Dovetti portarlo dal veterinario ma non fu nulla di grave: una visita completa, qualche punturina e le prime medicine da prendere ed eccolo pronto per tornare a casa.
I primi tempi non sono stati assolutamente facili, lui doveva abituarsi a me ed io a lui. Dato che aveva le pulci, e che per casa girava anche mio figlio, lo tenni nel bagno fino a che il prodotto antipulci non avesse "stecchito" tutti i piccoli parassiti che infestavano il mio nuovo amico: il bagno era la cosa più veloce da pulire, soprattutto con la candeggina. Durante la notte venivo svegliato di continuo dal suo pianto che emetteva da dentro al lavandino: era piccolo ma già agile nel saltare! Mi svegliavo, aprivo la porta del bagno (preoccupato), lui mi guardava, soffiava e scappava nella cuccia nuova nuova che gli avevo comprato all'IKEA. Se mi avvicinavo per tranquillizzarlo, per fargli delle coccole, soffiava ancora e così lasciai perdere per tutta la sua permanenza nel bagno.
Il tempo passò e Kirk era diventato un vero esperto nell'arte del soffiare. Mi avvicinavo per dargli da mangiare e soffiava, mi avvicinavo per salutarlo e soffiava, mi avvicinavo per accarezzarlo e soffiava, mi avvicinavo per portarlo dal veterinario e soffiava, lo cercavo e quando lo trovavo soffiava. Un giorno tornai a casa, andai a controllare se era nella cuccia ed appena lo vidi gli soffiai prima che potesse farlo lui: tiè, battuto sul tempo! Ero demoralizzato e molto, non era solo perché il gatto che desideravo non mi sopportava, e mi faceva capire che non mi voleva, ma anche perché mi sentivo solo un distributore di croccantini ed un pulitore di lettiera: solo fatica e niente affetto in cambio. Un giorno mi ricordai di ciò che mi disse qualcuno, la mamma di mio figlio forse, sui gatti, che sentono come stanno le persone e come sono "dentro", se sono buone o cattive, e si comportano di conseguenza. Allora dato che Kirk mi soffiava voleva dire che ero cattivo, che non c'era una parte buona? Ero proprio demoralizzato e non poco.
Parlai con tante persone, con la madre di mio figlio, con sua sorella, con una mia collega, con il veterinario e tutti mi dissero la stessa cosa: se il gatto soffia vuol dire che non ti vuole, che devi allontanarti e se ti avvicini fai peggio, rischiando anche una zampata. Non potevo andare avanti così, io desideravo un gatto e non un generatori di soffi, a tal scopo avrei preso il Glade che almeno profumava l'ambiente!
Però sono testardo e dovevo trovare una soluzione, non potevo essere davvero solo cattivo e quel gatto doveva rendersene conto e darmene conferma. Un giorno decisi di fare una ricerca su internet e trovai un forum dove un ragazzo chiedeva aiuto per il suo gatto che gli soffiava sempre, in pratica la mia situazione.
Tutte le risposte non facevano altro che deprimermi, dicevano le stesse cose che mi ero sentito dire io: uffa!
Poi ne lessi una che era completamente diversa. Una ragazza raccontava che aveva una gatta che soffiava e si era comportata come proponevano tutti gli altri, su consiglio di veterinario ed amici, e si ritrovava con una gatta di otto anni che non si faceva mai coccolare, che, nonostante fosse una golosona, non saltava mai sulle gambe in cambio di qualche cosa da mangiare. Esponeva alla fine la sua convinzione che se al posto suo ci fossero stati un distributore automatico di croccantini ed una lettiera autopulente per la gatta non sarebbe cambiato nulla...Portava quindi il ragazzo, e me, a conoscenza di quello a cui avrebbe potuto andare incontro se avesse seguito la regola "io soffio = tu mi stai lontano".
A si? Mi aspettava questo? Affetto e fatica ed in cambio soffi? Il mio gatto mi avrebbe soffiato sempre?? No, non ci stavo, ero una persona buona da voler bene ed il mio gatto doveva accorgersene!
Fu così che iniziai a fregarmene dei suoi soffi e più soffiava più io ero gentile e gli facevo le coccole, e se ringhiava (tipico suono gutturale che significa "mi stai rompendo le scatole!") gli davo anche dei bacetti in mezzo alle orecchie. Ci fu chi mi avvertiva che rischiavo qualche zampata ma volevo andare avanti con la mia "terapia". Era tutto proporzionato ai suoi soffi ed alle sue ringhiate e qualche volta quando soffiava gli rispondevo "Va bene, hai fatto la tua soffiata giornaliera ma adesso vieni qui che ti do la tua dose di coccole giornaliera".
Volete sapere come è finita? Curiosi?? Vi do un indizio: durante la scrittura di questo post Kirk è stato tutto il tempo sulle mie gambe a "pretendere" qualche carezza ogni due-tre minuti :-)
E' diventato un coccolone! Mi caccia delle miagolate alla mattina per avere la sua dose di coccole e non è perché ha fame, lo fa anche con la ciotola piena. Quando sono seduto qui a computer basta che do dei colpetti con la mano sulle cosce e lui corre dalla cucina e mi salta sulle gambe. Quando sono seduto sul divano do dei colpetti con la mano sul cuscino e lui corre dalla sedia, sotto al tavolo, e si mette di fianco a me. Se poi sono steso sul divano si stende con me e pretende la sua "overdose" di coccole: bacini sulla testa mente gli gratto il mento. Ad ogni minima coccola vibra che è un piacere, a volte sbava pure e lo chiamo "Slimer"!
La mattina, mentre mi faccio la doccia, mi aspetta sul tappetino di fianco alla doccia e non se ne va nemmeno se sente il rumore dell'acqua sulle antine del box. Se poi, durante il pisolino della pausa pranzo, lascio la porta della camera aperta lui si siede di fianco allo stipite e mi aspetta. Non voglio che entri in camera da letto e lui lo sa, ha anche paura se lo porto io. Ciò che più adoro di lui è che capisce quando sto male e mi viene a consolare, mi "smusetta" e mi fa capire che vuole stare di fianco a me.
Ricapitolando: il mio gatto mi è stato vicino in tanti momenti, mi ha distratto dai brutti ricordi, mi ha capito e mi ha dimostrato che mi vuole bene: evviva!!!
Sono felice che lui sia cambiato, che abbia deciso di concedermi fiducia e che si sia convinto del mio affetto. A volte mi arrabbio con lui e a volte, in passato, gli ho dato qualche scappellotto ma gli ho sempre dimostrato affetto, anche quando mi ha combinato disastri, ed ora posso raccoglierne i frutti.
Ti voglio molto bene Kirk!

5 commenti:

  1. O mamma! che gatto adorabile! anch'io adoro i gatti! prima di sposarmi ne ho avuto uno che è morto all'età di 21 anni!!! Si chiamava MAX ed era un siamese incrociato, praticamente tigrato come il tuo ma con gli occhi azzurri!!!
    Mi hai fatto venire in mente tanti ricordi...lo adoravo, anche lui era un coccolone,ma quando gli venivano i raptus ti dava di quei morsi o graffi che dovevo chiedere aiuto per staccarlo!
    Comunque ho pianto molto quando l'ho perso!...mi manca molto avere e accarezzare un gatto ma mio marito proprio non ne vuole sapere per i disastri che combinano in casa! ciao

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  2. Che storia tenera!
    E tu sei stato bravissimo, gli animali sono amore allo stato puro, hai fatto bene a non arrenderti!

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  3. che bella storia..bravo,non ti sei arreso e alla fine hai stravinto,deve essere proprio una bella compagnia il tuo tenerone

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  4. @mammasorriso: E si, è davvero adorabile ed è così bello quando mi dimostra il suo affetto. Tuo marito non ha tutti i torti, all'inizio di questa settimana Kirk, per saltare sulla credenza, mi ha fatto cadere un portafotografie tutto di vetro regalatomi da mia madre e con due foto della Scimmia (valore affettivo prossimo all'infinito!!!). Inutile nascondere che quando me ne sono accorto ho preso Kirk per il coppino e l'istinto di darglierle è stato davvero forte (mi usciva il fumo dal naso...) ma ho mantenuto la calma e gli ho spiegato che cosa brutta avesse fatto. E subito dopo mi sono messo a raccogliere tutti i vetri (a mano perchè erano le 23 passate) in quanto il giorno dopo Scimmia sarebbe venuto da me...
    @Piccolalory: Si, tenera come il mio Kirkino! Se rispetti e vuoi bene al tuo animale lui rispetterà e vorrà bene a te!
    @Valeria: Hai ragione, non mi sono arreso ed alla fine ho vinto. Ciò che mi ha spinto a continuare è stato il desiderio di capire come davvero fossi fatto io. Dopo anni che la mia compagna mi diceva che ero cattivo, che dimenticavo sempre tutto, che ero egoista, che non volevo bene a nessuno (figlio compreso) e tante altre brutte definizioni ho finito per crederci anche io. Il cambiamento di Kirk mi ha dimostrato che lei si sbagliava, se davvero ero cattivo un animale non avrebbe potuto affezionarsi così tanto a me. Pensa che se mi addormento sul divano mi viene a svegliare così me ne vado a letto!

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  5. ma che bello!!!!
    somiglia alla mia Milù, che ho dovuto lasciare al mio ex marito (e di cui quindi non ho più notizie da tanto tempo).
    oh, come mi manca un micione in giro per casa... ma il marito è allergico, non si può. pazienza.
    bravo che non hai mollato!

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