martedì 18 maggio 2010

Santarcanzal l’è la zità piò bèla de mònd

"Santarcanzal l’è la zità piò bèla de mònd… perché u’s’ po’ zirè senza l’umbrèl."
Così recita la poesia di un poeta dialettale romagnolo, che per chi non conosce il dialetto significa "Santarcangelo è la città più bella del mondo...perchè si può girare senza l'ombrello".
Non l'ho mai detto a nessuno ma sono molto legato a Santarcangelo.
Quando ancora non sapevo cosa mi aspettasse a Rimini, e nemmeno che sarei venuto a viverci, la prima volta che mangiai in un ristorante della zona fu proprio a Santarcangelo, al "Lazaroun". Bel ricordo di quel pranzo, anche per la bontà delle pietanze.
Il forte legame che ho col paese però iniziò anni dopo, quasi quattro. Non starò a raccontarvi quale avvenimento ci fu che segnò la mia vita ma posso raccontarvi tante altre cose.
Sono nato e cresciuto, fino all'età di 24 anni, in un'altra città emiliana e posso assicurarvi che il mio amore per lei non potrà mai svanire. Però se in questo momento qualcuno mi dicesse "puoi visitare un solo luogo della terra, cosa scegli?" io risponderei senza pensarci due volte "Santarcangelo!" Volete sapere il perchè?
Perchè ogni volta che ci metto piede, non appena so che sono vicino, mi sento bene, mi sento a casa. Mi sembra di essere nel luogo in cui sono sempre cresciute le mie radici, ho la sensazione che non mi possa accadere nulla di male perchè sono a "casa".
Potrei camminarci per ore, tra le sue stradine strette o le sue strade in salita, e non mi annoierei mai. Rivedere il suo centro storico, i muri delle case antiche, le iscrizioni in dialetto romagnolo, passare davanti all'antica stamperia, passare davanti al vecchio indicatore dell'acquedotto è come prendere una boccata d'aria fresca.
Non so spiegarvi bene perchè ho queste sensazione ma le ho e sono felice quando mi succede. Spero davvero che la Scimmia possa provare queste emozioni per un luogo particolare che visiterà o in cui abiterà.
Sono ormai sei anni che abito qui e mi vergogno di conoscere così poco delle bellezze della Romagna, ho sprecato tanto tempo che invece avrei potuto impiegare girando e giranto, parlando con gli abitanti del posto e con chi aveva tante belle cose da raccontare. Non si finisce mai di imparare e se un giorno si pensa di sapere ormai tutto significa che si è soltanto molto ignoranti...
Claudia ha già parlato ampiamente delle bellezze di Santarcangelo e quindi non starò a ripeterle, voglio solo raccontarvi cosa abbiamo fatto io e la Scimmia insieme in questo bellissimo luogo :-)
Domenica si è svolta la manifestazione "Balconi fioriti" ed io e la Sciammia siamo andati nel centro del paese per parteciparvi. C'erano tante bancarelle, la maggior parte vendevano piante e fiori ed altre invece esponevano oggetti d'arredamento, bigiotteria, profumi ed anche libri. Non potevano mancare naturalmente le bancarelle della gastronomia: quanti formaggi, quanti salumi, quanto vino e quanti dolci! Di questi ultimi io e la Scimmia ci siano solo beati dell'odore perchè avevamo già in programma di mangiare un bel gelato artigianale in prossimità del parco antistante la piazza principale. Slurp slurp!
Tutto il centro era piano di persone, si camminava a fatica, sembrava di fare la fila alle poste! All'inizio abbiamo fatto un giro di ricognizione tra le bancarelle e le vie, per ricordare meglio dove fermarci al giro successivo. E' stata davvero una bella giornata, faceva molto caldo ed ho rimpianto la maglietta a maniche corte, anche la Scimmia mi ripeteva che era contenta che ci fosse il sole.
Mentre giravamo l'attenzione della Scimmia è stata catturata da una pianta gigante ed è iniziata una piccola, ma simpatica, conversazione:

Scimmia: "Cos'è quello?"
Sergeppetto: "E' un cactus Scimmia, è una pianta grassa"
Scimmia: "Pecchè? Mangiato tanto?"
Sergeppetto (ridendo): "Ma no Scimmia, si chiama così perchè è una pianta che ha tanta acqua dentro"
Scimmia: "Pecchè?"
Sergeppetto: "Così quando fa caldo e non piove, come oggi, la pianta sta bene lo stesso"
Scimmia: "Così non ha bua?"
Sergeppetto (sempre ridendo) "Esatto Scimmia, così non si fa la bua!"


Poi abbiamo continuato il giro tra le altre bancarelle e ci siamo diretti verso il parco sapendo (il papà) che avremmo trovato qualche giostra che avrebbe, sicuramente, fatto illuminare gli occhi della Scimmia. E così è stato, gli mancava solo la bava che scendeva dalla bocca!
Arrivati in cima al giardino, dalla parte del posteggio, abbiamo girato in direzione dell'antica stamperia Marchi (già esistente nel 1600!!!) per tre motivi: per far vedere alla Scimmia l'antico "Mangano a ruota", perché io volevo comprare delle belle stampe romagnole rigorosamente "color ruggine" e per controllare quanto fosse affollata l'altra gelateria, eh eh eh.


La strada era pienissima di gente, quasi tutti mangiavano il gelato (adesso anche il papà aveva la bava alla bocca) e si sentiva in lontananza gli applausi di un piccolo spettacolo in dialetto romagnolo. Mi dispiace davvero non conoscerlo, ho cercato se ci sono corsi per impararlo ma niente. Dovrò farmi amico qualche vecchio abitante di Santarcangelo!
Dopo qualche occhiata alle nuove bancarelle di salumi, formaggi e vino che incontravamo siamo arrivati alla stamperia. Ho notato un cartello che riportava gli orari delle visite guidate gratuite e li ho subito imparati a memoria: alla Scimmia sarebbe piaciuto sicuramente vedere da vicino la vecchia ruota di legno e tutti gli stampi originali con i caratteristici disegni intagliati a mano. Per quel che riguarda me invece volevo acquistare qualche cosa di caratteristico, che potesse ricordarmi quel particolare procedimento, per ottenere quei bellissimi disegni, e che potesse ricordarmi la Romagna e Santarcangelo. E così sono uscito con una borsa a tracolla con impressa una visione stilizzata dal basso del paese ed una stampa ritraente, come stile ed epoca, la mappa del paese nel 1664. Tutto questo creato rigorosamente con la caratteristica tela.
Purtroppo non posso postare la foto della mappa perchè l'ho portata dal corniciaio per farla incorniciare come si deve! Quando vado a ritirarla aggiungerò la foto. Dopo lo shopping abbiamo deciso che era il momento di riempire il pancino ed un gelato avrebbe fatto al caso nostro. Per la Scimmia melone, fior di latte e fragola, per me amarena, vaniglia e cioccolato. Non ho foto perchè non c'è stato il tempo per farle, il gelato è sparito aubito! Mentre eravamo sul muretto della fontana, che se ricordo bene si chiama Via dell'acqua, ci è venuta a trovare mamma Claudia. Finito il gelato abbiamo fatto un breve giretto e ci siamo fermati a fare qualche foto tutti e tre di fianco alla stamperia.

Dopo le foto siamo entrati di nuovo nella stamperia per seguire la visita guidata e siamo stati accolti dal titolare e da suo figlio che ci hanno mostrato il funzionamento del Mangano a ruota (per farlo funzionare ci si cammina dentro, come i criceti!), la tecnica di stampa sulla tela e gli stampi realizzati, rigorosamente a mano, con legno di pero. Viene usato questo legno perché, anche con i continui bagni nella pasta di ruggine, mantiene inalterato il profilo dello stampo, in pratica non si gonfia. La Scimmia era molto attento e seguiva tutte le spiegazioni e dopo una dimostrazione dal vivo ha ripetuto tutto alla perfezione, voleva addirittura fare il criceto nella ruota! Dopo la visita siamo andati a fare un giro sulla giostra. E si, siamo andati tutti e due, io con la scusa di badarlo e lui con l'intenzione di guidare un bel camion con ben due piccoli volanti!


Dopo il giro sulla giostra ho voluto portare la Scimmia alla zona giochi del parco, tra scivoli ed altalene. Purtroppo non ha molta simpatia per l'altalena, non ne ha mai avuta tanta, e quindi ha preferito subito lo scivolo. Quello di Santarcangelo, come altri nuovi che stanno montando nei parchi, non ha la solita scaletta ma una rete fatta da grosse corde di nylon. La Scimmia, che di solito diffida di queste corde, appena ha visto gli altri bambini che ci si dimenavano sopra, come pesci in una rete, si è buttato a capofitto anche lui, sembrava un piccolo Messner!

Si sta facendo tardi ed il papà si è fatto i conti sul tempo a disposizione, c'è tempo solo per un altro giro sulla giostra. Di solito non concedo tanto facilmente queste cose, soprattutto per non viziarlo,  ma lui era strato così bravo ed ubbidiente che si meritava un altro po' di divertimento.
Finito il giro in giostra, sempre sullo stesso camion a due volanti, ci siamo incamminati verso il portico che da sulla strada principale, pensando fosse meno affollato: quando mai! E li Sergeppetto ha visto una cosa che ha fatto passare il comando della situazione dal cervello al cuore. Una cosa rosa con la manina che volava, volava e lo guardava, lo guardava e sorrideva, sorrideva e gli ricordava un momento bellissimo e felicissimo che ha condiviso con i "tesori" della sua vita. Non ho potuto non comprarlo, anche se fosse costato il triplo di quanto l'ho pagato non potevo lasciarlo li, se avessi tirato dritto avrei avuto il rimpianto per tutta la serata ed ho deciso "mai più rimpianti!".
Non potete sapere di cosa sto parlando, come potreste, e quindi vi svelo il mistero:


Grazie Barbapapà per ciò che mi hai ricordato sul finire di questo meraviglioso pomeriggio e di aver regalato un'altro sorriso al mio meraviglioso bambino!
Passerei mille giorni all'inferno pur di vivere un solo giorno come questo :-)

4 commenti:

  1. Bello il video sulla Stamperia Marchi, non l'avevo mai visto.

    RispondiElimina
  2. E si, molto bello.
    Io e la Scimmia abbiamo avuto la fortuna di vedere tutto in diretta, una meravigliosa esperienza!
    Sarebbe bello stirare le magliette in quel modo :-)

    RispondiElimina
  3. ...il barbapapá é una meraviglia!!
    la mia piccoletta ha visto solo una volta dei palloncini e me li ha supplicati. purtroppo non ho potuto comprare nulla perché eravamo in viaggio verso il portogallo.
    ma mi ricordo che a me da piccola i palloncini piacevano da matti. per questo la prossima volta spero di non dover perdere l'occasione!

    RispondiElimina
  4. Anche a me piacevano molto i palloncini però le suppliche non servivano :-(
    Quel barbapapà però mi parlava davvero, se non lo avessi comprato mi avrebbe perseguitato negli incubi! La Scimmia poi ha fatto un sorriso spettacolare quando glielo ho dato :-)

    RispondiElimina