domenica 21 febbraio 2010

Ai pans me!


Ieri pomeriggio ho fatto un salto all'IKEA, tanto per cambiare :-)
Lo so che sta diventando la mia seconda casa ma cosa poso farci se quando sono giù di morale mi piace spendere soldi? Meno male che non sono andato all'ora di pranzo altrimenti non mi sarei fatto mancare le mitiche polpette svedesi con la salsa di mirtilli: doppio slurp!
Arrivato alla fine del giro spendaccion-turistico ho dato un occhio nell'angolo delle occasioni (non lo faccio quasi mai) e magicamente ho trovato un bellissimo regalo per la Polpetta: una lampada da muro a forma di stella con all'interno tante piccole lucine a forma di stellina! Costava 10,40€ ma era così bella che l'avrei comprata anche se costava il doppio e in più in camera della Polpetta mancava una lampada caratteristica che facesse una luce normale. Lui ha già la sua SPOKA, il modello vecchio ovale con "orecchiette" verdi, ma non volevo che si abituasse alla luce verde...In fin dei conti è una Polpetta e non un Vulcaniano!
Dato che la lampada l'avevo trovata tra le occasioni avevo paura che non si accendesse e così ho chiesto ad un commesso di provarla. Risposta: «Lo vede quel computer dopo le casse? Dietro ci sono delle prese, può provarla li e se non va la porta al punto informazioni e fa il reso.»
Ho soltanto ringraziato ma ho pensato «Tu sei scemo! La voglio provare per evitare di comprare qualche cosa che non va e per provarla devo prima comprarla????Ai pans me!».
Ogni tanto quando sono perplesso o determinato mi esce qualche espressione dialettale delle mie parti. Traduzione:«Ci penso io!».
Avevo già in mente un'azione alla Missione Impossibile: il mio compito è trovare una presa e, senza farmi vedere da qualche commesso, provare la lampada. Così sono tornato indietro nel reparto illuminazione ed ho subito individuato due commessi, mi mancava solo l'occhio col mirino come l'uomo da 6 milioni di dollari! Diamo inizio alla missione!
Presa individuata ad ore 2...
Avvicinamento...
Controllo del nemico...
Commesso coperto da scaffale ad ore 7 e commessa ad ore 10...
Attendere allontanamento del nemico...
Nemico 1 si è spostato davanti ad un computer, ne rimane solo uno...
Nemico 2 si è allontanata di schiena...
Diamo inizio alla missione...
3
2
1
Inserimento alimentatore nella presa...
Accensione!
Ripeto: accensione avvenuta con successo, missione compiuta!!!
Ripiegare alla cassa e tornare alla base, passo e chiudo!
Ero molto contento che la lampada funzionasse, sono felice se trovo qualche cosa che rende felice la Polpetta e sapevo che gli sarebbe piaciuta, adora tutte le cose tecnologiche, chi sa da chi ha preso? :-)
Arrivato a casa ho riprovato la lampada ed era ancora più bella: ero proprio soddisfatto!
Questa sera sono andato dalla Polpetta e gli ho dato il suo nuovo regalo. Stava già mangiando ma appena ha visto la stella ha mostrato il suo faccino sorridente e mi ha riempito il cuore di gioia, me lo sarei spupazzato tutto! Più tardi, con l'aiuto di Mamma Claudia, ho montato e collegato la lampada nella camera della Polpetta ed una volta accesa abbiamo visto tutti e tre che bell'effetto faceva. Ero proprio felice!
Mamma Claudia, ricordati di accenderla ogni tanto quando la Polpetta va a dormire!
Adesso vado a dormire anche io, domani vi racconterò cosa ho preparato di buono quando sono tornato a casa mia questa sera dopo la visita alla Polpetta.
Notte, Papà Sergio

sabato 20 febbraio 2010

E dopo la Mini-Cucina arriva la Mini-Credenza!

Finalmente trovo un po' di tempo per scrivere, è stata una settimana davvero piena, sia nel lavoro che nella vita privata.
In effetti ho lavorato molto anche a casa, non per ciò che immaginate ma per costruire un nuovo giocattolo per la mia adorabile Polpetta.Infatti poco più di una settimana fa Mamma Claudia mi ha chiesto di realizzare ciò che normalmente segue una Mini-Cucina: una Mini-Credenza!
E così il buon Sergeppetto si è messo subito a lavoro e, grazie al progetto realizzato da Mamma Claudia con pennarelli e carta a quadretti, si è recato in due negozi per acquistare il necessario alla realizzazione della Mini-Credenza.
Ho pensato di raccontare come l'ho realizzata in modo che altri papà o altre mamme possano farlo per i loro piccolo cuochi!
Ho comprato quindi:
  • 2 comodini RAST
  • 1 tavola lamellare 18x400x1200 mm
  • 1 foglio di compensato 4x800x600
  • 8 cerniere diametro 26 mm
  • 200 gr di viti da legno a croce 4x16 mm (se rimangono non è un problema, sono sempre utili!!!)
  • 10 spine rotonde scanalate, lunghezza 30 mm e diametro 6 mm
  • 4 pomelli KOSING
Gli attrezzi utilizzati sono stati:
  • 1 matita
  • 1 metro
  • 1 righello
  • 1 sega per legno da 620 mm
  • 1 trapano-avvitatore a batteria
  • 1 cacciavite a croce misura PH2 (o comunque adeguato per le viti 4x16)
  • 1 punta per legno da 3 mm
  • 1 punta per legno da 4 mm
  • 1 punta per legno da 6 mm
  • 1 arresto di profondità per punta da 6 mm
  • 10 marcatori per spinatura
  • 1 fresa da 26 mm per cerniere
FASE 1: Montaggio della struttura principale
Per prima cosa ho montato i due comodini, che saranno la struttura principale della credenza, e poi li ho posizionati uno sopra l'altro, in modo che quello in basso fosse capovolto rispetto alla normale posizione di utilizzo, in pratica a "gambe a l'aria", per controllare che le dimensioni di entrambi coincidessero (IKEA è brava ma i mobili non sono uguali al millimetro!).
FASE 2: Spinatura dei piedi dei comodini
Successivamente ho praticato 5 fori da 6mm di diametro centrati ed equidistanti su entrambi i piedi dei due comodini (in totale 20 fori) utilizzando la punta per legno da 6, l'arresto di profondità ed i 10 marcatori.
L'arresto di profondità serve a bloccare l'avanzamento della punta durante la foratura in modo da raggiungere, e non superare, una determinata profondità. Questo è molto importante nell'uso delle spine soprattutto perché evita di forare ed inserire la spina per controllare di non aver forato troppo o poco.
Le spine che ho acquistato sono lunghe 30mm quindi ho calcolato la profondità del foro con questa formula:
(lunghezza spina : 2) + 2 mm
da cui ho ottenuto
(30 : 2) + 2 = 17
Ho posizionato quindi l'arresto ad una distanza di 17 mm dalla testa della punta e dopo aver eseguito i fori vi ho inserito dentro i marcatori (c'è un'unica posizione) che serviranno per realizzare in maniera speculare gli stessi fori sui piedi del comodino superiore.
Per far ciò ho posizionato il comodino superiore su quello inferiore, in modo che i piedi fossero ben allineati, ed ho dato un colpo secco col martello di gomma sulla parte superiore di entrambe le pareti del comodino superiore. In questo modo la punta dei marcatori ha lasciato un segno sul legno ed in quel punto ho eseguito i nuovi fori.
Tutta questa fase, per il montaggio delle spine, viene detta "spinatura".
FASE 3: Unione comodini
A questo punto ho inserito le spine nei fori del comodino inferiore, in modo che sporgessero di 15mm, quindi per metà, ed ho posizionato il comodino superiore in modo che i suoi fori coincidessero con le spine.
Se siete stati abbastanza precisi, nell'eseguire tutti i fori, questa operazione sarà molto veloce ed i comodini risulteranno allineati e non ci sarà bisogno di fare aggiustamenti.
In caso contrario potete controllare quali sono le spine che non coincidono e di quanto sono spostate rispetto ai fori e rimediare allargando leggermente i fori del comodino superiore.
E' bene non allargare entrambi i fori in cui alloggia la spina in quando questa si muoverebbe liberamente al suo interno perdendo la sua funzione bloccante.
ATTENZIONE: In questa fase non ho inserito nessun collante nei fori delle spine in quanto stavo realizzando un prototipo ed anche perché personalmente non sono favorevole all'incollaggio in quando rende molto difficile, se non impossibile, in futuro lo smontaggio dei pezzi senza rovinarli.
Per rendere più sicura, e durevole, l'unione dei comodini ho eseguito, sulle loro pareti, due fori perpendicolari all'estremità di ogni singola spina con la punta per legno da 3.
Non ho forato esattamente in corrispondenza dei bordi delle spine ma un po' prima, diciamo a 10 mm dal bordo dei piedi dei comodini: dato che ogni spina è inserita nel legno per 15 mm significa che i fori sono a 5 mm dalle estremità delle spine.
Una volta realizzati i 20 piccoli fori ho avvitato al loro interno le viti da legno 4 x 16.
Se non avessi realizzato questi fori un po' prima delle estremità delle spine (quei 5 mm) le viti avrebbero fatto presa solo nel legno dei comodini e non all'interno delle spine stesse: questo avrebbe potuto causare, a seguito di un sollevamento, il distaccamento improvviso dei due comodini (e chi sa perché chi ci rimette in queste situazioni sono sempre i piedi del malcapitato trasportatore....).
Ecco i due comodini RAST montati uno sopra l'altro, la struttura portante della nostra credenza!
FASE 4: Realizzazione sportelli
Dalla tavola di legno ho ricavato, tagliandoli a mano, quattro sportelli delle misure 258 x 305 mm.
Per questa operazione vi consiglio di fare eseguire i tagli direttamente dove acquistate la tavola in quanto sono gratuiti, sono precisi e vi fanno risparmiare tempo e fatica :-)
Vi chiedete perché li ho fatti a mano? Perché il giorno in cui ho comprato la tavola la segheria interna al negozio era "momentaneamente" chiusa...La mia solita fortuna!
Ho deciso la misura 258 mm perché i comodini sono larghi 520 mm e volevo lasciare 4 mm di distanza tra uno sportello e l'altro: la formula è stata quindi
(larghezza comodino - 4) : 2
da cui ho ottenuto
(520 - 4) : 2 = 258
Se volete lasciare meno, o più, spazio basta che sostituiate a 4 la distanza che preferite ma tenete presente che per ogni sportello ci saranno delle regolazioni da fare, tramite le cerniere, e quindi meno spazio lascerete e meno regolazioni potrete fare, rischiando addirittura di dover tenere gli sportelli storti pur di non farli urtare...
A questo punto bisogna realizzare due fori per il montaggio delle cerniere su uno dei lati da 305 di ogni sportello, in tutto saranno 8 fori.
Per questo scopo ho utilizzato una fresa apposita del diametro di 26mm (le cerniere commerciali sono solitamente da 26 o 35 mm)
Dato che il diametro del foro è 26 mm e voglio che il foro, e quindi la sede di rientro della cerniera, disti 5 mm dal bordo dello sportello allora il centro del foro dovrà essere a:
(diametro cerniera : 2) + 5
ossia
(26 : 2) + 5 = 18 mm
dal bordo (sempre quello lungo 305!).
Ed invece a quale distanza deve trovarsi il centro del foro dal lato lungo 258?
Considerando la larghezza della cerniera, lo spessore della parere del comodino e facendo un piccolo arrotondamento ho deciso a 60 mm. Si dia il via ai fori!
Una volta realizzati quei bei otto fori ho posizionato al loro interno la sede di rientro della cerniera e, cercando di posizionarla perpendicolarmente al bordo dello sportello, ho fatto dei segni sul legno in corrispondenza delle sedi in cui inserire le viti.
Dato che sono della scuola di pensiero che una vite avvitata "a freddo" nel legno, senza quindi averlo forato in precedenza, non fa altro che spaccarlo ho eseguito 16 fori con la punta da 3, per una profondità di 5 mm, in corrispondenza dei segni che avevo preso poco prima
Questa regola della "preforatura" la applico per tutte le viti con diametro da 3,5 mm in su, per le altre eseguo l'avvitatura direttamente senza forare. Non c'è comunque bisogno di fare fori profondi, basta creare una "breccia" che consenta alla vite di non creare spacchi nel legno: sul legno sottile un piccolo spacco può creare la rottura del pezzo!
FASE 5: Foratura per i punti di fissaggio interni degli sportelli
Una volta ottenuti gli sportelli, e montate le cerniere su di essi, ho adagiato la credenza sul lato sinistro, ho avvicinato i due sportelli sinistri alla parete interna, ho aperto le cerniere ed ho disegnato dei segni con la matita in corrispondenza delle sedi delle viti che fisseranno ogni cerniera sulla parete interna della credenza.
Ho seguito lo stesso procedimento per gli sportelli destri e successivamente ho realizzato dei fori con la punta da 3, in corrispondenza di tutti i segni, utilizzando lo stesso principio applicato alla fine della fase precedente (forare per evitare che la vite spacchi il legno).
Una volta realizzati i fori non ho montato gli sportelli ma sono passato ad un'altra fase.
FASE 6: Montaggio parete posteriore
Lasciando da parte gli sportelli mi sono concentrato sulla realizzazione del retro della credenza.
E' venuto il momento di montare il foglio di compensato che ho dovuto tagliare da solo (piccolo riferimento alla segheria "momentaneamente" chiusa...) raggiungendo la misura 780 x 520 mm.
Perché compensato? Perché essendo leggero non appesantisce ulteriormente il mobile e non ha la funzione di sostegno ma solo quella di evitare che le pentole, i piatti, i bicchieri, e tutto ciò che il vostro piccolo cuoco usa in cucina, non cadano ogni volta dietro alla credenza ;-)
Del resto è così anche nei nostri mobili con la differenza che spesso si tratta di un foglio di fibra di legno, o addirittura faisite, spesso solo 1 mm...
Ho capovolto la credenza, vi ho adagiato sopra il compensato ed ho cercato di centrarlo il più possibile evitando di farlo sbordare dalle pareti della credenza.
Fatto ciò ho eseguito un primo foro con la punta da 3, e per 5 mm di profondità, in corrispondenza dell'angolo in basso a sinistra e vi ho avvitato per qualche millimetro una vite 4x16. Controllando sempre che il foglio fosse centrato ho eseguito un altro foro nell'angolo in alto a destra e vi ho avvitato un'altra vite. Tenendo poi fermo il compensato ho serrato le due viti: questo mi ha assicurato che il foglio rimanesse fermo mentre eseguivo i fori per tutte le altre viti che sarei andato a montare.
Come principio ho utilizzato quello dei 100 mm: si eseguono dei fori per tutto il perimetro della credenza, uno in ogni angolo e poi uno ogni 100 mm per ogni lato e si riparte da zero ogni volta che si cambia lato.
Mi spiego meglio: il lato da 520 si fora all'inizio, in corrispondenza dell'angolo, e poi a 100, 200, 300, 400 e 500 mm; il lato da 780, che segue quello da 520, si fora partendo già da 100, perché esiste già il foro alla fine del lato da 520, e si prosegue con 200, 300, 400, 500, 600 e 700 mm.
Dato che spesso sono "troppo preciso", come dice Mamma Claudia, ho effettuato anche dei fori in corrispondenza di quelli che saranno i ripiani della credenza e vi ho avvitate le viti. Questi ulteriori fissaggi li ho fatti per evitare che si incastrasse qualche cosa di sottile tra il ripiano ed il foglio di compensato.
Se volete fissare anche voi il compensato ai ripiani basta che misurate la distanza del ripiano dalla parte superiore, o inferiore, della credenza e ci aggiungete 9 mm, che corrispondono alla metà dello spessore del ripiano, ed a quella distanza realizzate altri fori sempre con la regola dei 100 mm.
Una volta realizzati tutti i fori ho avvitato al loro interno le viti da 4x16 ed ecco che il foglio di compensato è fissato e ben aderente alla credenza!
FASE 7: Montaggio sportelli
Cosa manca ora? Ah, si, bisogna montare gli sportelli!
Ho rimesso in piedi la credenza e, aprendo le cerniere come se volessi tenere aperti gli sportelli, ho posizionato le cerniere in corrispondenza dei fori che avevo fatto in precedenza nelle pareti interne della credenza e vi ho avvitato le viti 4x16.
Dunque 4 sportelli corrispondono ad 8 cerniere, 8 cerniere corrispondono a 32 viti...
Caspita, ne ho avvitate di viti! Ecco perché mentre scrivo ho ancora la mano che gira da sola....
Finalmente mi sono buttato sul divano e mi sono detto «Ho finito, sono molto contento, è venuta molto bene, la Polpetta sarà molto felice! Chi sa come si divertirà ad aprire e chiudere gli sportelli, Apri e chiudi, apri e chiudi! Apriiiii e chiudiiii???? Noooo, ho dimenticato di comprare i pomelli per gli sportelli!!! San Geppetto assistimi tu!»
Calma, niente panico! Sergeppetto si ricordava che per la cucina della Polpetta aveva utilizzato solo 2 pomelli e sapendo che la confezione è da 6 significa che sono rimasti 4 pomelli!
Sono andato a cercare tra gli accessori che avevo messo da parte ed ecco che sbucano i pomelli: «Mitica IKEA che fa le confezioni da 6!» ho pensato.
Fase 8: Montaggio pomelli
I pomelli sono forniti con viti da ferro 4x25 e quindi bisogna realizzare dei fori "passanti" ossia dei fori in cui la vite scivola bene, al contrario delle viti da legno. Serve quindi la punta per legno da 4.
Mamma Claudia ha tenuto a precisarmi di montare i pomelli superiori nella parte bassa dei relativi sportelli e di montare i pomelli inferiori nella parte alta dei relativi sportelli in modo che la Polpetta ci arrivasse con più facilità e Sergeppetto ha fatto così.
Ho deciso di eseguire i fori ad una distanza di 30 mm da entrambe i lati che compongono l'angolo in cui sarà presente lo sportello e questo è il risultato:
Terminati i fori ho montato i pomelli, ho posizionato la credenza al centro della sala e per la seconda volta mi sono adagiato sul divano ma questa volta mi sono detto «Adesso è finita davvero, è venuta proprio bene. Non vedo l'ora di portarla alla Polpetta e vedere che faccia farà».
Il pomeriggio del giorno successivo, dopo il lavoro, sono andato a casa di Mamma Claudia e della Polpetta e lui, già avvertito, diceva «Dov'è moile? Dov'è moile??».
Ecco il tuo mobile :-)
Saluti da papà Sergio, in arte Sergeppetto.

domenica 14 febbraio 2010

Ridere da solo

Oggi è il wash day ed una decina di minuti fa mi sono ritrovato nel bagno, davanti alla lavatrice, che affettuosamente chiamo Lavy, a ridere da solo col gatto che mi guardava con una espressione tra l'impaurito e l'incredulo.
Avrà certamente pensato «Questo è matto!» e come non dargli torto.
Mentre svuotavo la lavatrice, dopo il suo 4° lavaggio , mi sono detto tra me e me «Oggi non ho fatto altro che lavare, lavare e lavare!» (in realtà lo fa la lavatrice ma devo pur stargli dietro...) ed in quel preciso istante mi sono ricordato una frase di mia madre, di quando ero ancora solo "figlio" e non mi passava minimamente per l'anticamera del cervello di andare a vivere da solo, ne tanto meno mettere su famiglia dopo tre anni.
La frase che avevo ricordato era «Uffa, certi giorni non faccio altro che lavare, lavare e lavare!», in pratica identica alla mia, e li è partita la risata demenzial-psicoliberatoria.
Quando mia madre si lamentava dei lavori casalinghi pensavo che esagerasse ma sono anni, ormai un lustro ed un anno, che mi sono reso conto che aveva ragione da vendere.
La lavatrice non ha più segreti per me e nella mia carriera da casalingo superpiù ho cambiato colore ad un solo asciugamano, che da giallo è diventato grigio cenere, ed infeltrito un solo maglione. Conosco casalinghe provette che devono mettere mano alla candeggina una volta a settimana per porre rimedio ai disastri (non capisco ancora come facciano a crearli) e quindi sono abbastanza fiero dei miei risultati, eh eh eh.
Dopo aver svuotato la lavatrice è venuto il momento di fare implorare pietà allo stendibiancheria, che io affettuosamente chiamo Standy. A volte lo faccio anche piangere perché riesco a riempirlo del 50% in più rispetto a quanto dichiarato dal suo costruttore, pur lasciando dell'aria tra un indumento e l'altro! Oggi c'era anche il copri divano che, dopo una settimana passata a riempirsi di peli di gatto e dei sassolini della sua lettiera, è uscito dall'oblò così profumato e pulito che quasi non lo riconoscevo!
Un giorno avevo pensato seriamente di comprare un'asciugabiancheria ma dopo pochi secondi, e qualche conto a mente, ho capito che sarebbe stato più economico comprare direttamente 1000 azioni dell'ENEL. Oltretutto dovrei fare divorziare Lavy e Standy e non me la sento di fare il rovina famiglie.
Oltre al wash day oggi è anche il clean day e devo ringraziare il mio caro Roomba che mi permette di godermi un po' d'aria fuori casa mentre lui gira e gira, aspira e aspira, pulisce e pulisce!
Al mio ritorno a casa era in crisi cardiaca ed emetteva il suo bip fiacco in attesa che lo rimettessi in carica. Ormai ha tre anni, ne ha pulito di pavimento, ma lo tratto così bene che sembra appena uscito dalla sua scatola. Se non ci fosse lui sarei costretto a rimanere in casa il tempo necessario a pulire tutto con l'aspirapolvere e potrei scordarmi di uscire un paio di orette alla domenica mattina. Durante la settimana passo sempre l'aspirapolvere ma almeno la domenica ho più tempo per me e di questo devo ringraziare il mio Roomba!

Ringraziamenti

Ringrazio Mamma Claudia per le idee ed i suggerimenti nell'apertura di questo blog.
La ringrazio anche per la realizzazione dei progetti, disegnati rigorosamente con pennarelli di vari colori su fogli a quadretti, per la costruzione dei primi giocattoli in legno della Polpetta.
Un grazie va anche ad IKEA che mette a disposizione tanti piccoli, e spesso economici, mobili e tanti piccoli accessori che, durante le mie meditazioni davanti ad un problema di realizzazione, mi fanno sentire come Dr. House durante le sue geniali intuizioni!
In cantiere c'è già un nuovo giocattolo, cosa sarà?
A poco a poco prende forma, le idee già ci sono ma vado a fare un giro in cerca di nuova ispirazione!

Il legno è vivo

«Mamma perché si è piegato?»
«Perché si è bagnato, il legno è vivo!»
«Vivo??? Come vivo? Ma non è più attaccato all'albero!»
«Il legno anche se lo separi dall'albero e lo tagli in tanti pezzi rimane una cosa viva, respira e si gonfia»
Questo fu un breve scambio di parole fra me e mia madre quando io ero un bambino.
La spiegazione che il legno fosse vivo non mi convinceva, io avevo in mano un listello di legno per parquet, che si era tutto piegato nel verso della lunghezza, e non mi capacitavo del fatto che quel legno potesse ancora essere una cosa viva, non faceva più parte di un albero, di una pianta che a tutti gli effetti per me ere viva.
Però, se quel listello era di legno "morto" come mai si era piegato? In fin dei conti avevo sempre visto forme geometriche irregolari solo negli alberi, che si nutrono e respirano, e quindi avevo attribuito irregolarità alla vita.
Non ero del tutto convinto della spiegazione di mia madre, ma era pur sempre mia madre e quando sei un bambino per te i genitori non sbagliano mai.
E' da allora che considero il legno una cosa viva, di qualunque tipo e di qualunque forma sia, e ne ho apprezzato le caratteristiche, pratiche ed estetiche.
Fu tra i primi materiali usati dall'uomo per cacciare e costruire e credo che uno dei motivi per cui abbia questo primato sia dovuto al suo fascino, a ciò che ti restituisce se impari a conoscerlo e a rispettarlo.
Col tempo ho sviluppato una vera passione per il legno ed ho scoperto di avere anche una certa affinità con questo "essere vivente", pur non essendo un falegname. Lavorare il legno mi ha sempre dato grande soddisfazione, sensazione che ho provato solo in parte con il ferro, ed un grande senso di tranquillità e serenità, anche se i lavori duravano ore o addirittura giorni.
Purtroppo non ho mantenuto costanza in questa mia passione ma ora che sono padre ed ho un meraviglioso bambino, a cui piace giocare con i giocattoli di legno, ho deciso di mettere totalmente a frutto tutta l'esperienza che ho in questo campo per creare sempre cose nuove e divertenti per la mia adorabile Polpetta.
Su questo blog vi racconterò le mie idee, i miei esperimenti e le mie creazioni, insieme ai miei inseparabili amici: un righello, una matita ed uno stereo!